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Centro salute mentale

 
 

ad Arimane (Giacomo Leopardi)

Re delle cose,

autor del mondo,

arcana malvagità,

sommo potere e somma intelligenza,

eterno dator de' mali e reggitor del moto,

Io non so se questo ti faccia felice, ma mira e godi ec. contemplando eternamente ec. Produzione e distruzione ec. per uccidere partorisce ec. sistema del mondo, tutto patimen.  Natura è come un bambino che disfa subito il fatto. Vecchiezza. Noia o passioni piene di dolore e disperazioni: amore.

I selvaggi e le tribù primitive, sotto diverse forme, non riconoscono che te. Ma i popoli civili ec. te con diversi nomi il volgo appella fato, natura e Dio. Ma tu sei Arimane, tu quello che ec.

E il mondo civile t'invoca.

taccio le tempeste, le pesti, ec. tuoi doni, che altro non sai donare. Tu dai gli ardori e i ghiacci.

E il mondo delira cercando nuovi ordini e leggi e spera perfezione. Ma l'opra tua rimane immutabile, perché p. natura dell'uomo sempre regneranno. L'ardimento e l'inganno, e la sincerità e la modestia resteranno indietro, e la fortuna sarà nemica al valore, e il merito non sarà buono a farsi largo, e il giusto e il debole sarà oppresso ec. ec.

Vivi, Arimane e trionfi, e sempre trionferai.

Invidia dagli antichi attribuita agli dèi verso gli uomini.

Animali destinati in cibo. Serpente Boa.  Nume pietoso ec.

Perché, dio del male, hai tu posto nella vita qualche apparenza di piacere? L'amore? Per travagliarci col desiderio, col confronto degli altri e del tempo nostro passato ec.?

Io non so se tu ami le lodi o le bestemmie ec. Tua lode sarà il pianto, testimonio del nostro patire. Pianto da me per certo Tu non avrai: ben mille volte dal mio labbro il tuo nome maledetto sarà ec.

Ma io non mi rassegnerò ec.

Se mai grazia fu chiesta ad Arimane ec. concedimi ch'io non passi il 7° lustro. Io sono stato, vivendo, il tuo maggior predicatore ec. L'apostolo della tua religione. Ricompensami. Non ti chiedo nessuno di quelli che il mondo chiama beni: ti chiedo quello che è creduto il massimo de' mali, la morte (non ti chiedo ricchezze ec. non amore, sola causa degna di vivere ec.). Non posso, non posso più della vita.

 

 

 

La riporto qui perchè sono stato profondamente colpito da questo scritto, nel quale Leopardi concentra tutto il suo pensiero e tutto quello che è stato in qualche modo il suo percorso, concludendolo con un rigetto totale nei confronti di qualsiasi tensione al bene. Una vera è propria monoteizzazione del male, che illude l'uomo dandogli la consapevolezza del bene e dei suoi derivati, ma sottraendoglielo quando l'ha quasi raggiunto.

Leoardi invoca la morte al dio del male, è evidentemente un momento di massima tristezza nonostante questa sia un'opera scritta nel periodo napoletano, quindi una delle ultime.

Non condivido quello che scrive, ma non immaginavo di poter leggere qualcosa di Leopardi così forte e densa di significato.

:

 
 
 
Trallallero
Trallallà!!!!!

nient'altro da aggiungere

 

... Poi la porta fu chiusa, e Nihal rimase fuori a rodersi nei suoi pensieri.
Non sapeva cosa fare. Non aveva il coraggio di andare a cercare Fen. Non conosceva quella terra, dunque non sapeva neppure dove recarsi per fare una passeggiata. Alla fine tornò nella sua stanza, dove, inevitabilmente, si mise a rimuginare sulle sue pene d'amore.
Sapere che Fen aveva già una donna la faceva soffrire, e versò anche qualche lacrima da amante disperata.
Però quel dolore era anche immensamente dolce e Nihal ci si crogiolò senza ritegno. Improvvisamente amava l'amore. E amava la sensazione di essere innamorata.
L'idea di dimenticare Fen perchè era il compagno di Soana non la sfiorò neppure. Quel pomeriggio Nihal chiuse gelosamente quei sentimenti dentro di sè e li alimentò di speranze e di sogni, di lieve disperazione e di fugaci esaltazioni...

Istruzioni per l'uso

(ETICHETTE TROVATE SU ARTICOLI REGOLARMENTE IN VENDITA)

Su una coperta da Taiwan:
NON USARE COME PROTEZIONE DA UN CICLONE.

Su uno specchio usato dai ciclisti degli Stati Uniti:
RICORDARSI CHE GLI OGGETTI NELLO SPECCHIO SONO REALMENTE DIETRO VOI.

Su uno shampoo di Taiwan:
USARE RIPETUTAMENTE PER DANNI SERI.

Su un pacchetto di patatine:
PUOI ESSERE UN VINCITORE! NON E' NECESSARIO ACQUISTARE. I DETTAGLI ALL'INTERNO. (che sia un invito al taccheggio?)

Sulla bottiglia di una bevanda a base di latte aromatizzato:
DOPO L'APERTURA, MANTENERE VERTICALE.

Su uno spray contro gli insetti della Nuova Zelanda:
QUESTO PRODOTTO NON E' TESTATO SUGLI ANIMALI.

In una guida statunitense per settare un nuovo computer:
PER EVITARE LA CONDENSA, LASCIARE CHE LA SCATOLA SI RISCALDI FINO ALLA TEMPERATURA AMBIENTE PRIMA DELL' APERTURA. (Ragionevole, ma l'istruzione era ALL'INTERNO della scatola.)

Su un prodotto giapponese usato per alleviare le emorroidi dolorose:
STANDO SDRAIAITI NEL LETTO INSERIRE POSCOOL LENTAMENTE FINO ALL'IMPUGNATURA NEL CONDOTTO ANALE. MENTRE SI INSERISCE POSCOOL PER CIRCA 5 MINUTI, CONSERVARE LA CALMA.

In alcuni paesi, sulla parte inferiore delle bottiglie di Coca Cola:
APRIRE L'ALTRA ESTREMITA'.

Su un pacchetto dell'uva passa di Sunmaid:
PERCHÉ NON PROVA A METTERLO SOPRA I SUOI CEREALI FAVORITI?

Su un casco-phon:
NON USARE MENTRE SI DORME.

Sulla manopola di un distributore di sapone:
ATTENZIONE - USARE SAPONE NORMALE. (Quale sarebbe non normale?)

Su una scatola di dessert "Tesco" Tiramisu'(stampato sulla parte inferiore della scatola):
NON GIRARE SOTTO-SOPRA. (Troppo tardi!)

Sui contrassegni del "Pane Di Spencer":
IL PRODOTTO SARA' CALDO DOPO IL RISCALDAMENTO.

Su un coltello coreano da cucina:
CONSERVARE LONTANO DAI BAMBINI. (Diamine! Chi sono per dirmi che cosa fare con i miei bambini?)

Su un presepe di natale che si illumina fatto in Cina:
SOLTANTO PER UN USO ALL'INTERNO O ALL'ESTERNO. (Dove altro potrei usarlo?)

Su un forno giapponese:
NON ESSERE USATO PER L'ALTRO USO.

Sulle arachidi di Sainsbury:
-ATTENZIONE - CONTIENE ARACHIDI. (Davvero? E perché non va bene?)

Su un pacchetto di arachidi della American Airlines:
ISTRUZIONI - APRI IL PACCHETTO, MANGIA LE ARACHIDI. (Sono felice, quello di prima mi preoccupava!)

Su un motosega svedese:
NON TENTARE DI ARRESTARE LA CATENA CON LE MANI O CON I GENITALI. (Che razza di avviso e'?)

Su un costume da superman per bambini:
L' USO DI QUESTO INDUMENTO NON VI PERMETTE DI VOLARE (Va bene, distruggiamo una fantasia universale dell'infanzia!)

Le puzze attraverso i secoli

 
Sin da quando il globo aveva per viventi Adamo ed Eva
era in uso, a tutti quanti, di coprìrsi sul davanti.
Ma nessuno penso', strano, di coprirsi il deretano.
Fino a quando i Sodomiti, di scuregge assai periti,
per eccesso di misura s'otturarono l'apertura.
I romani allor sommessi non frenarono gli eccessi.
Pur Augusto imperatore scureggiava a tutte l'ore,
e la corte assai perfetta scureggiava in etichetta,
e perfino in casi gravi scureggiavano gli schiavi.

Si racconta che Tiberio scureggiava serio serio,
che Galigola il tiranno scureggiasse tutto l'anno,
e più d'una Catilina ne facesse ogni mattina.

Cicerone ad ore intere discorreva col sedere,
quelle poi di Coriolano si sentivan da lontano;
con la botto sulla trippa scureggiava pure Agrippa.

Muzio Scevola e Porsenna ne portarono una strenna
alle feste d'Imeneo, dove il console Pompeo,
e più ancora il gran Lucullo, scureggiava per trastullo.

Scureggiava Roma intera dal mattin fino alla sera,
scureggiava in grande stile anche il sesso femminile,
mentre invece Cincinnato scureggiava in mezzo al prato.

Senza sforzo le Vestali ne spengevano i fanali,
le faceva come l'olio Marco Tullio in Campidoglio
e non eran certo poche, domandatelo alle oche!
Scureggio' Napoleone anche al rombo del cannone!
"La battaglia non si perda" e Cambronne rispose "Merda!"
ch'è la cosa più sicura se c'e' in mezzo la paura.

Scureggiava come un tuono pur Cleopatra sul suo trono,
in contrario ad Agrippina che facevale in sordina,
le faceva senza posa Messalina Disdegnosa.

Scureggiava assai felice la dolcissima Beatrice,
ed il suo poeta Dante le annusava tutte quante,
le scuregge del Boccaccio poi ti lasciano di ghiaccio.

Scureggiava pure il Tasso imitando il contrabbasso,
mentre invece il Macchiavelli sradicava gli alberelli,
ed il gran poeta Alfieri ne riempiva dei panieri.

Scureggiava Paganini per far ridere i bambini,
mentre invece il buon Pascal le faceva sulle scal,
e il gran Volta con la pila le faceva tutte in fila.

D' Archimede dir si vuole che oscurasse pure il sole;
mentre a colpi di pennello scuregiava Raffaello,
ed il grande Cimarosa la faceva rumorosa.

Dopo quanto e' stato detto non si può chiamar difetto
se noi pure qualche volta scureggiamo a briglia sciolta,
perciò è lecito e prescritto che scureggi il sottoscritto.
 

Francesco

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